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in dalla piu' lontana antichita' la Sardegna e' stata meta di invasioni da parte dei popoli interessati a saccheggiare le ricchissime miniere ubicate, soprattutto, nella zona sud-occidentale dell'isola.

Per primi i Fenici, che costruirono anche comodi approdi per facilitare il carico delle imbarcazioni; i Romani preferirono deportare nell'isola migliaia di schiavi per avviarli all'estrazione della materia prima nel sottosuolo; gran parte dei tesori Bizantini hanno visto la prima luce proprio in Sardegna; ai Pisani intersso' moltissimo l'argento; gli Aragonesi conquistarono e difesero, a denti stretti, la zona dell'Iglesiente, la piu' ricca di metalli; i Piemontesi, ultimi in ordine di tempo, intensificarono l'attivita' estrattiva studiandone anche la regolamentazione.

Se gran parte del metallo ha dunque preso la via del mare, ha pero' favorito il fiorire nell'isola di un artigianato popolare e originale del quale sono arrivate a noi notevoli testimonianze. Le botteghe per la fabbricazione di oggetti in ferro erano a cagliari, nell'Iglesiente, in Barbagia; a Isili, nel Sarcidano, si producevano utensili in rame; a Pattada, Dorgali, Mogoro, Arbus si confezionavano armi da taglio; Tonara, Tempio, Santu Lussurgiu avevano acquisito fama per la perfetta lavorazione delle armi da fuoco.

Oro e argento, invece, venivano lavorati in tutta l'isola. Se di testimonianze in metalli preziosi di epoca arcaica i musei sardi scarseggiano, c'e' invece grande ricchezza per quanto riguarda le lavorazioni dal Seicento in poi.

Durante le sagre e' possibile ammirare gioielli e monili indosso a splendide ragazze, dal gran portamento, alle quali sono giunti in eredita' familiare.

Scapolari religiosi, medaglie, oggetti di devozione, orecchini a palla, a goccia, ad anello a simboleggiare e distinguere diverse categorie sociali.

Spille d'ornamento con motivi della natura; bottoni in filigrana, sfarzose collane allacciate come moderni pendenti arrichite da corallo, pietre dure, perle e croci. Fibbie, agganci, cinture, corone dei rosari, anelli e fregi, oggetti d'uso normale ma ricchi di simboli religiosi e suggestivi.

Chi non volesse essere distratto dalla bellezza regale di chi li indossa, puo' ammirare diverse raccolte di gioielli custodite nelle sale del Museo Sanna di Sassari, nel Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari di Nuoro, nel Museo Archeologico di Cagliari.

Nell'isola operano diverse botteghe di artigiani la cui esperienza, tramandata di padre in figlio, purtroppo si va esaurendo per la mancanza di allievi in grado di recepire un patrimonio culturale e produttivo di inestimabile valore.

A difesa di questa ricchezza resta l'I.S.O.L.A., di cui e' possibile linkare il sito, promotore di inziative che avviano all'arte giovani diplomati desiderosi di affermarsi in questo campo.

 

Le fotografie mostrate sono state realizzate da PAOLO SANNA che ringraziamo per la sua gentile collaborazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

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