Rubriche

ARTIGIANATO

 

"Le Ceramiche"

Leggi l'articolo

Vecchie immagini di Cagliari

Immagini di una citta' che non c'e' piu' ....

Sommario

Cagliari ..un tuffo nel passato

 

 

L'illuminazione a Cagliari: sembra un argomento banale, ed invece e' un capitolo tra i piu' significativi della stroia recente della citta', un simbolo della sua crescita da grosso paesone, quasi tagliato fuori dal mondo, qual'era ai primi dell'Ottocento, alla citta' dei nostri giorni.

Un progesso lento, passato attraverso varie fasi, ciascuna delle quali scandita dai diversi momenti che e' una delle maggiori conquiste della civilta' moderna: l'elettricita'. Tutto avviene in maniera cosi' semplice ed ovvia che quasi non ci si bada, come al solito avviene per le cose scontate.

Ben diversamente stavano le cose centosettant'anni or sono, allorche' a Cagliari si attuo' il primo esperimento di illuminazione notturna che costituisce il punto di partenza di quel processo che, via via perfezionandosi nelle varie epoche, ci ha portato agli automatismi del nostro tempo. Nell'autunno del 1807, nella Via Barcellona, allora una delle piu' importanti strade cagliaritane, furono infatti installati, 120 passi di distanza l'uno dall'altro, due lanternoni a olio che, per alcuni anni, rischiararono con la loro fioca luce quella contrada della Marina. Tale innovazione dovette essere davvero portentoso che se esteso a tutto l'abitato avrebbe permesso di rendere decisamente piu' sicuro il transito notturno nelle diverse zone della citta' tanto che nel 1824, dopo diversi anni da quella esperinza, arrivarono in citta' un primo stock di dodici lanterne sulle cento commissionate, per ordine, del vicere', al fabbricante ginevrino di lumi Bodier e sistemate quasi tutte nel rione di Castello, sede del centro direzionale.

Ma se i cittadini potevano abbandonarsi alle passeggiate notturne con maggiore tranquillita', girovagando in " Sa Costa" (Via Manno), "S'Arruga 'E Gesus" ( Via Cavour) e la "Via San Francesco al Molo" (Via Roma), per l'amministrazione l'illuminazione pubblica cominciava a porre problemi tecnico-organizzativi e finanziari. Per farvi fronte, furono fissate delle regole che avevano ad oggetto la gestione delle lanterne e che, tra le altre cose, stabilivano che << ogni lanternone, sia dotato sempre dei dovuti riverberi, di vasetti di latta e bindelli di riserva>>; veniva anche disposta la dotazione globale delle giare d'olio di oliva misto a olio di lentischio e dell'attrezzatura necessaria al funzionamento: stoppini, cerini, cesoie ecc...

I fondi necessari furono recuperati dallo scioglimento della Compagnia dei Volontari Miliziani, oggigiorno avrebbe, tale azione, provocato un finimondo in campo sindacale a difesa del posto di lavoro, ma all'epoca era ancora un concetto di la' da venire...

Le lanterne a olio, che pendevano da piccole mensole in ferro attaccate ai muri esterni delle case, avevano una efficacia molto limitata; e spesso a complicare le cose ci pensavano il maestrale, spegnendone i riverberi ed i ragazzini ad infrangere, con pietre, i cristalli che ricoprivano i lumi.

Il 23 Febbraio 1868 si inaugurava, infatti, il servizio di illuminazione pubblica e privata con il gas o "gaz", come si diceva, fornito da "Gazogene", un impianto sorto nella via Barone Rossi per iniziativa della societa inglese "Gas & Walter Company Limited" che aveva appena ottenuto dal Comune l'appalto del servizio per un quarantennio. Cagliari, con l'applicazione del nuovo sistema, usci definitivamente dal buio e perse di colpo quell'atmosfera chiusa, tipicamente medioevale.

 

Sede della Societa' Elettrica Sarda ( SES SpA)

 

Le nuove luci conferirono un aspetto del tutto diverso: mura, torri e porte continuavano ad esistere, ma venne meno la tradizionale funzione di steccato tra i vari quartieri. Castello, Stampace, Marina e Villanova che le tenebre trasformavano in isole a se stanti, diventavano anche di notte parte integrante di una unica communita' umana: I fanali a gas hanno allontanato il rischio di cattivi incontri e dei ruzzoloni e le strade risuonano del chiacchierio della gente, del canto dei menestrelli. Alla sera, quando "is lantioneris" li accendono, diffondono una luce potente ed abbagliante che trova la sua origine nel litantrace di prima qualita' con cui al "Gazogene" si produce il gas. Negli anni 1912/13, quando anche per Cagliari stava per scoccare l'ora dell'energia elettrica, i fanali pubblici erano piu' di 1000, e circa 6000 i <<becchi>> per l'illuminazione privata.

Sua maesta' il chilovattore giunse nell'autunno del 1913, con i primi esperimenti effettuati dalla centrale che la Societa' Elettrica Sarda (SES SpA) stava costruendo in quella che allora si chiamava Piazza XX Settembre, esattamente alla confluenza tra le attuali Piazze Amendola e Deffenu. L'elettricita', a Cagliari, arrivava con un ritardo di almeno sette anni, cosa davvero inspiegabile, considerato che la cittadina di Ozieri vantava gia' il suo bravo impianto e che, nella penisola, oltre 400 localita' grandi e piccole avevano l'illuminazione elettrica sin dai primi anni del secolo.

Eppure per i cagliaritani l'elettricita' non era del tutto sconosciuta: ne avevano avuto un piccolo ma convincente saggio nel 1881, allorche' avevano ammirato, su una nave da guerra ancorata al porto, un'abbagliante illuminazione prodotta da un generatore di corrente, brevettato dal francese Gramme, ma che, in realta', altro non era che il famoso anello elettro-magnetico ideato e costruito proprio a Cagliari da Antonio Pacinotti, in quegli anni insegnante nell'ateneo cagliaritano. Nel settembre del 1913, mentre fervono i lavori per ultimare la costruzione della SES, l'impianto per l'illuminazione e' cosa fatta e si parla di 50 chilometri di fili elettrici stesi sopra le strade e riporta l'elenco dei luoghi che godranno per primi del servizio. Nel verbale del consiglio di amministrazione della SES, riunitosi il 21 marzo dello stesso anno, si legge che gli utenti civili sono 880, con 11368 lampadine, e gli utenti per forza motrice 63 con 271 cavalli installati, che e' stata iniziata la fornitura alle saline dello stato e avviato il servizio tramviario.

Il chilovattore e' arrivato in ritardo, ma recupera rapidamente il tempo perduto, i fanali a gas spariscono e quei pochi che sopravvivono perpetuano il ricordo di un'epoca definitivamente superata.

 

 

 

  2002 CaSchi Interactive