Il 30 giugno 1409 l'esercito arborense fu sconfitto da Martino il Giovane. che dopo circa un mese scomparve a Cagliari

 

LA BELLA DI SANLURI

 

"una leggenda dura a morire"

 

                                                                                                              sunto tratto da Almanacco di Cagliari '07

                                                                                                                                                                          di Alessandra Cioppi

 

 

 

 

 

 

 

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I l 30 giugno 1409, Martino il Giovane, re di Sicilia ed erede al trono d'Aragona, sconfisse, dopo dura battaglia combattuta nei pressi di Sanluri, l'esercito arborense guidato dal giudice Guglielmo III, visconte di Narbona, e sottomise l'isola al dominio catalano-aragonese. Mentre festeggiava la vittoria, tuttavia, il re <<fu colpito da febbre alta e quando il 21 di luglio parve guarito...>>, alcuni cavalieri del seguito, <<...credendolo convalescente e volendo fargli piacere, gli condussero una donzella di Sanluri, bellissima, per la quale, essendo il giovane re molto propenso al vizio, perse la vita...>>

Così il cronista catalano Jeronimo ZURITA racconta negli Anales de Aragòn il trionfo del giovane Martino e la sua prematura scomparsa, avvenuta il 25 luglio 1409 nel Castello di Cagliari, per gli eccessi d'amore con la misteriosa fanciulla sarda.

Lo ZURITA nella sua opera commenta e fa propria una vecchia tradizione popolare, meglio nota come "la leggenda della bella di Sanluri", smentita in parte nella seconda metaà del secolo scorso, quando, grazie al reperimento di vari documenti, si stabilì che in realtà Martino il Giovane morì improvvisamente colpito dalla terribile fiebre pestilencial, cioè la malaria all'epoca diffusissima in Sardegna. Nell'immaginario collettivo, invece, aveva trovato facilmente credito il mito di questa semplice ma avvenente fanciulla isolana che, meglio di Agatuccia Pesci e Tarsia Rizzari, le due concubine amate in Sicilia dal giovane sovrano, seppe travolgere ed uccidere per grande abuso d'amore l'impetuoso Martino. Dalla leggenda la "bella di Sanluri" entrò a grandi passi nella storia e fu considerata l'unica causa della morte del re. Infatti, nel corso dell'Ottocento, non solo illustri storici isolani, quali Pasquale TOLA e Giuseppe MANNO, ma anche molti altri studiosi catalani, la descrissero come " la nuova GIUDITTA per il popolo sardo".

Anche il cronista Martì d'Alpartil, nella sua Chronica actitatorum, scrisse che <<...il re fu contagiato dalla pessima aria della Sardegna ma, reputando che fosse guarito e conoscendo la sua attitudine alla lussuria, gli condussero una fanciulla sarda di Sanluri, particolarmente bella, con la quale ebbe tanto sollazzo da giungere alla morte...>>. Come già detto, però negli anni Cinquanta del secolo appena trascorso, numerosi documenti inediti reperiti presso l'Archivio della Corona d'Aragona di Barcellona hanno portato un chiarimento sulla fine del re ed orientato la storiografia recente verso una più concreta interpretazione. Grazie ad alcune lettere indirizzate al figlio dal sovrano Martino il Vecchio si intuisce che il giovane era di salute cagionevole e poso adatto, quindi, a sopportare il duro clima della Sardegna, soprattutto nel periodo estivo. Nel contenuto dell'epistola, datata 22 luglio e precedente di pochi giorni la morte del figlio, il vecchio sovrano, sottolineava l'opportunita' di vigilare il comportamento di Martino e nella stessa missiva si congedava con un'espressione benaugurale <<... sia fatto questo per un favorevole futuro...>> che, visti gli eventi successivi, assume un sapore quasi profetico.

Della ragazza, definita hermosisima nei documenti catalo-aragonesi, non si ha nè un ritratto nè una descrizione fisica. Intoro a questa figura femminile, testimone dell'ingloriosa fine del giovane re, si creò così una romantica melanconica fiaba, destinata nei

 

 Immagine medievale di giullari in miniatura del XIV sec.

 

secoli a trasformare questa prematura scomparsa come la conseguenza di un eccessivo turbinio passionale, che stroncò anzitempo la giovinezza e la potenza del re di Sicilia.

Alla morte di Martino, la fanciulla, allontanata da Cagliari insieme alla madre, fu condotta ad Alghero, dove erano radunati altri schiavi sardi. Qui fu trattenuta ed accudita per volere di Martino il Vecchio, poichè si diceva che la giovane fosse in attesa di un bambino presumibilmente concepito durante la relazione amorosa con il figlio.

La documetazione in possesso  non consente di accertare se la "bella di Sanluri" abbia dato alla luce il figlio. Ma il 21 novembre di quello stesso anno Gerardo De Doni, mercante barcellonese, rispose a al sovrano, su sua esplicita richiesta, che pur essendosi occupato delle due donne, esse vivevano  in indigenza, in quanto la somma da lui stabilita non fu mai recapitata e riferiva incerta la notizia di una futura nascita. Non si fece più riferimento alla "bella di Sanluri" neppure quando il successore di Martino il Vecchio salito al trono nel 1412 aveva tutto l'interesse di scoprire eventuali illeggittimi sicuri contendenti al trono.

Svaniva così l'icona della fanciulla che nell'immaginario collettivo seppe tenere in pugno con la sua bellezza il futuro re d'Aragona e, condannandolo a morte ebbe il merito di vendicare l'onore dei sardi.

 

 

 

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