Rubriche

ARTIGIANATO

 

"Le Ceramiche"

Leggi l'articolo

Vecchie immagini di Cagliari

Immagini di una citta' che non c'e' piu' ....

Sommario

Cagliari ..un tuffo nel passato

 

 

Alla fine dell'800, con decreto ministeriale, la chiesa di San Francesco era stata riconosciuta monumento nazionale. oggi questo ex-laboratorio d'arte e di cultura e' in mano ad un privato il quale ha dato in affitto tre quarti dell'antico tempio ad una tipografia ed un grossista di mercerie. Gli unici a preoccuparsi sono i frati francescani che hanno costituito il "Comitato S. Francesco di Stampace", con un primo obiettivo, quello di promuovere lo studio della presenza francescana conventuale a Cagliari. Il traguardo finale e' comunque molto ambizioso. restituire alla citta' il suo convento piu' antico, recuperare i resti di inestimabile valore e riportare negli ambienti sopravvissuti (trasformati in museo) le relique ora sparse un po' dappertutto.

<<A Cagliari, dice padre Marco presidente del Comitato, il fatto piu' rilevante e' che tutta la produzione artistica aveva come punto di riferimento proprio la chiesa di Stampace. Non bisogna dimenticare che il francescanesimo ha creato cultura come movimento di idee. E noi vogliamo proprio riscoprire l'influenza del fatto ecclesiale, culturale e sociale nella citta'>>. Un "cenacolo" che ha vissuto periodi molto tormentati. Cosi' ricorda un architetto cagliaritano, Dionigi Scano (vedi altro articolo), in una pubblicazione dei primi del Novecento. <<A questo chiostro era annessa la chiesa, una delle piu' vaste e certo piu' pregevoli di Cagliari, la quale costituiva il modello piu' splendido del primo stile gotico fiorito in Sardegna. L'incuria del Governo, del Comune, dei cittadini tutti, che lasciarono questo monumento artistico nelle condizioni piu' deplorevoli, concedendolo come alloggio alle reclute e molto spesso adibendolo a magazzino, fu causa che verso 1872 la chiesa desse chiari segni di rovina. Questa minaccia di crollo, che in altri paesi avrebbe scosso autorita' e cittadini, nella nostra citta' diede motivo nell'indifferenza generale ad una lotta fra Comune e Governo per liberarsi del pesante fardello sino a che le sconnesse mura e le tarlate travi del coperto, crollando, non misero fine alla controversia. Appartenevano alla chiesa di San Francesco le pitture piu' pregevoli del nostro museo archeologico ed alcune sculture, che fra tanta rovina furono salvate da pochi volenterosi. Fra queste, per la sua singolare bellezza, merita un cenno il pulpito ch'era collocato all'interno della chiesa. Quando si procedette alla demolizione dell'edificio, esso venne custodito nell'impluvio della Regia Universita' e poi venne ricostruito nel porticato della chiesa di San Michele>>.

 

 La chiesa di S. Francesco al Corso in un'incisione della seconda meta' dell'Ottocento

 

Soprattutto nelle cappelle ( adesso adibite a depositi di carta ed inchiostri di una tipografia) c'erano opere di grande impegno artistico come quella di Michele Cavaro (il trittico della Consolazione), di Juan Mates (l'icona dell'Annunziata), di Juan Figuera (il retabolo di San Bernardino).

Un antico splendore che oggi si e' perduto e che gli "esperti" del comitato hanno ricostruito, almeno sulla carta, ripercorrendo le tappe della storia di questo antichissimo tempio. Una storia che risale al marzo del 1230, quando fra' Luca, superiore dei frati minori di Cagliari, ottiene dall'opera del Duomo di Pisa la chiesa di Santa Maria in Portu Gruttis che sorgeva dove si trova attualmente l'ingresso del cimitero di Bonaria. Nell'aprile del 1275 i frati hanno la necessita' di un convento piu' grande ed acquistano appezzamenti di terreno nella contrada Stampace. Il venditore e' il chirurgo Maestro Tancredi. In meno di venticinque anni chiesa e convento vedono la luce, in uno stile gotico purissimo. Nel 1322 viene sepolto nella chiesa Lapo Saltarelli, esiliato da Firenze, citato da Dante nella Divina Commedia. Nel 1535, dopo tre secoli di gloria e attivita' artistiche e culturali, San Francesco in Stampace ospita Carlo l'Imperatore che, prima di partire con la sua armata alla conquista di Tunisi,vi ascolta la messa. Nel marzo del 1861 la prima mazzata per i francescani: il demanio ordina ai religiosi di abbandonare il convento in meno di ventiquattro ore. Una anno dopo il tempio diventa una caserma di carabinieri. Nel 1871 un fulmine abbatte il campanile e quattro anni dopo crollano il tetto e parte delle strutture murarie della chiesa, le sacre vesti di S. Agostino vengono trasferite nel Duomo e nel 1883 il pulpito di Carlo V trasferito a S. Michele. Nel 1983 nasce il comitato che si battera' per salvare dallo scempio le antiche vestigia di via Mameli.

 

 

 

  2002 CaSchi Interactive