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"Le Ceramiche"

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Il lido anni Trenta

Immagini di una citta' che non c'e' piu' ....

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Cagliari ..un tuffo nel passato

 

 

Via Azuni vista dall'alto sembra una ferita aperta nel cuore di Stampace. Ma pare anche un fiume in cui, come tanti affluenti, sboccano tutte le strade del rione; ripsetto al passato manca solo via S. giorgio, cancellata dai bombardamenti del 1943.

Via Azuni e' la strada piu' importante di Stampace: tuttavia conserva una fisionomia dimessa che riflette in pieno il carattere essenzialmente popolare del quartiere. Per salire elle sue origini occorre riandare alla fine del XIII secolo allorche' il capitano del Comune e del Castello, Grazia Alberti, decise di circondare le mura, intervallate da torri, la parte bassa del borgo; mentre a  settentrione le esigenze di difesa era efficacemente soddisfatte dai naturali baluardi roccisi. Di questa cinta non rimane nulla, fatta eccezione per la torre dello Sperone, o di "Porto Scalas", che si eleva all'altezza dell'ospedale militare e dove compare ancora lo stemma di Grazia Alberti. Del passato di via Azuni non ci rimane alcuna immagine, tranne una stampa della prima meta' del secolo scorso rievocante la corsa dei cavalli che si svolgeva durante il carnevale. Il budello vi appare gremito di gente assiepata lungo i muri delle case: i balconi, sospesi a diversi livelli, sono stipati di dame e ufficiali; il vestito bianco di un Pulcinella spicca tra i popolani in costume sardo seduti sulla scalinata di S. Michele. La corsa, che si ripeteva ogni anno, era simile a quella detta " a pariglie" che si svolge ad Oristano in concomitanza con la "Sartiglia".

Il giorno della corsa la strada assumeva un aspetto mondano e, sebbene per poche ore, la sua modesta fisionomia passava in secondo piano: i signori si mescolavano agli operai ed agli artigiani che, una volta all'anno, si sentivano gratificati dalla presenza di tanta bella gente. Oggi la strada offre al visitatore alcuni motivi di grande interesse. Ci riferiamo soprattutto alla chiesa di S. Michele che, ubicata in cima alla strada, ne costituisce lo sfondo e l'elemento piu' caratterizzante; ed alla chiesa di S. Anna sovrastante con i suoi due campanili l'ordito di viuzze e caseytte del quartiere. Nell'area attualmente occupata dalla prima, in epoca bizantina esisteva una chiesa dedicata all'arcangelo Michele cui, successivamente, venne associato S. Egidio. Tra la fine del Cinquecento ed I primi del Seicento, grazie ad una donazione, I Gesuiti costruirono in quella zona la loro casa professa (sede attuale dell'ospedale militare);

 

Riproduzione delle mura in una antica stampa

 

 e, piu' tardi, impiegando I proventi di una seconda donazione, edificarono, annessa alla loro casa, una seconda chiesa in forme barocche: quella, appunto, che si ammira nella sommita' di via Azuni. Il fascino esercitato dell'interno e della sacrestia dove il barocco trionfa tra marmi policromi, stucchi e dorature; senza dire degli affreschi e quadri del Tonelli, dell'Altomonte e dello Scalea e' immenso.

La chiesa di S Anna si eleva, invece, all'inizio della strada e la sua mole imponente appare quasi inaspettata, creando un curioso contrasto con l'ambiente circostante. In precedenza, nello stesso sito, sorgeva un'antica chiesa romanica di dimensioni ridotte e, pertanto, non piu' in grado di reggere al compito di parrocchia del quartiere. L'edificazione del nuovo tempio comincio' nel 1785, sulla base d'un progetto ispirato al barocchetto piemontese ed elaborato dall'architetto Giuseppe Viana. I Savoia ebbero una particolare predilezione per la chiesa di S. Anna e, con generose offerte, contribuirono alla prosecuzione dei lavori. L'apertura al culto avvenne 1818, nel 1937 grazie alla munificienza del commerciante Giuseppe Signoriello consenti' il rifacimento della grande scalinata, nel 1938 fu completato il prospetto con la costruzione di un secondo campanile, nel 1943 fu sventrata dalle bombe e nell'immediato dopoguerra, la chiesa venne restituita all'antico splendore. S. Michele e S. Anna rappresentano le massime attrazioni della strada; tuttavia essa riserva al visitatore anche altre sorprese. Intanto quell'atmosfera di semplicita' e genuinita', tipica delle borgate dove tutti si conoscono ed intrecciano rapporti profondamente umani, oggi introvabile nella Cagliari moderna sempre piu' immersa nel grigiore dell'uniformita' Ogno primo maggio la strada, rigurgitante di fedeli, accoglie tra colori e suoni il cocchio di S. Efisio che parte per Nora.

 

 

 

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